4 aprile 2025: è stata comunicata la data di apertura della finestra “flash” di accesso alla misura d’incentivazione per l’autoproduzione di energia da fotovoltaico e minieolico delle PMI. A disposizione delle imprese interessate a ridurre i costi energetici e migliorare la sostenibilità ambientale, contributi a fondo perduto fino al 40%. Necessario pianificare immediatamente l’adesione: passeranno i progetti con punteggio più alto in graduatoria, ma in caso di parità potrebbe essere determinante anche l’ordine cronologico di presentazione delle domande.
Un intervento attuativo atteso da ben 16 mesi, da quando, il 24 novembre 2023, la Commissione Europea aveva accolto la proposta italiana sulla ripartizione dei fondi REPowerEu.
Lunedì scorso è stato pubblicato sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy il decreto direttoriale 14 marzo 2025, che fornisce modalità e termini per la presentazione delle domande per l’agevolazione “Autoproduzione di energia da fonti rinnovabili nelle PMI”.
La misura, prevista dal decreto ministeriale 13 novembre 2024, rientra nell’ambito della Missione 7 REPowerEU del PNRR, ed è diretta a supportare le PMI nella realizzazione di programmi d’investimento finalizzati all’autoproduzione di energia elettrica, mediante l’installazione di impianti solari fotovoltaici o di impianti mini eolici, per l’autoconsumo immediato o differito.
Qui un indice degli argomenti:
Domande dal 4 aprile al 5 maggio 2025
Fondamentale per le imprese interessate al fondo perduto, che arriva fino al 40%, attivarsi subito con la programmazione degli investimenti, anche in leasing, e della relativa diagnosi energetica. Richiedere immediatamente una consulenza è altrettanto importante per valutare la possibile cumulabilità di più incentivi per gli impianti, come Transizione 5.0.
Lo sportello digitale di Invitalia inizierà ad accogliere le domande di agevolazione a brevissimo termine, infatti: tra due settimane. Resterà aperto soltanto per un mese, dalle ore 12 del 4 aprile fino alle 12 del 5 maggio 2025.
Le risorse complessive messe a disposizione delle imprese partecipanti, 320 milioni di euro, hanno una quota del 40% bloccata per le regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. I 192 milioni di euro utilizzabili dalle imprese del resto d’Italia saranno certamente combattuti, vista l’urgenza comune di abbattere i sempre crescenti costi dell’energia elettrica e di adeguarsi a criteri di sostenibilità.
Fotovoltaico e minieolico: bollette più leggere, impresa più green
Risponde proprio alla necessità di sostenibilità economica, oltre che ambientale, la scelta di autoprodurre energia e autoconsumarla immediatamente. I fondi europei disponibili per la misura ne incentivano la generazione da impianti solari fotovoltaici o minieolici (questi ultimi di piccola taglia, installabili su edifici esistenti o su coperture di strutture pertinenziali). È ammesso, ai fini dell’agevolazione, l’accumulo dietro il contatore per l’autoconsumo differito dell’unità produttiva: l’energia eventualmente prodotta in eccesso potrà essere stoccata, ceduta a configurazioni di autoconsumo collettivo oppure immessa in rete.
Spese abbattute fino al 40%
Concesse sotto forma di contributi a fondo perduto, le agevolazioni variano in base alla dimensione dell’impresa: 40% per le micro e piccole imprese e 30% per le medie. Il progetto d’investimento da presentare (o fotovoltaico oppure minieolico, non contestuali) potrà includere, oltre all’installazione degli impianti, con messa in esercizio e correlate tecnologie digitali, anche una componente aggiuntiva di stoccaggio di energia elettrica (sistemi di accumulo), cui è riservata un’aliquota ad hoc, pari al 30%. Infine, per le spese legate alla realizzazione della diagnosi energetica ex-ante (da presentare obbligatoriamente ai fini dell’erogazione), l’incentivo arriva al 50%.
Per accedere ai contributi, i programmi di investimento non devono essere stati già avviati prima della presentazione della domanda (non devono quindi essere stati presi impegni vincolanti da parte dell’impresa, come il versamento di un acconto). È inoltre richiesto che vengano completati entro 18 mesi dalla data del provvedimento di concessione.
In esclusiva per le PMI, con alcune eccezioni
Gli incentivi per l’autoproduzione da rinnovabili si rivolgono solo alle PMI, regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle Imprese, con alcune esclusioni: non ammissibili le attività legate all’agricoltura, silvicoltura e pesca, né le imprese la cui attività principale rientra nei settori della produzione di energia da combustibili fossili. Non rientrano le industrie ad alta intensità energetica o ad alte emissioni di CO2, e le realtà che operano nella produzione, noleggio o vendita di veicoli inquinanti, o nell’ambito della raccolta, trattamento e smaltimento di rifiuti, trattamento di combustibile nucleare e produzione di energia nucleare.
Tra le esclusioni determinate dal principio DNSH è prevista un’eccezione relativa al settore degli autoveicoli. Le imprese impegnate nella produzione, noleggio e vendita di veicoli possono infatti accedere ai benefici a patto di rispettare una specifica condizione: i ricavi lordi connessi all’attività svolta nell’unità produttiva oggetto dell’intervento devono derivare per almeno il 50% dalla produzione, dal noleggio o dalla vendita di veicoli a zero emissioni.
Valutazione di merito e premialità, gestione Invitalia
La finestra per l’invio delle domande sarà aperta da Invitalia dalle ore 12 del 4 aprile 2025; insieme alla richiesta andranno presentate una relazione tecnica asseverata, una DSAN contenente i dati contabili, la DSAN sulla dimensione dell’impresa (ove necessaria), la DSAN antimafia (per agevolazioni superiori a 150 mila euro), la DSAN sul titolare effettivo, ed eventuale documentazione aggiuntiva, come certificazioni di parità di genere o ambientali, che consentiranno di ottenere punteggi più alti in graduatoria.
Al momento della presentazione della domanda, la piattaforma rilascerà un Codice Unico di Progetto (CUP), che dovrà essere indicato su ogni giustificativo di spesa.
Una volta chiuso il termine per la presentazione delle domande, sarà attivata l’istruttoria per verificarne la completezza e la sussistenza dei requisiti formali di ammissibilità. Successivamente, per le domande con esito positivo, si procederà alla valutazione di merito dei progetti di investimento, basata su criteri come il rapporto tra la potenza nominale degli impianti e il fabbisogno energetico dell’unità produttiva, il Margine Operativo Lordo (MOL) medio dell’impresa rispetto all’ammontare dell’investimento, l’eventuale possesso di certificazioni ambientali di processo, del rating di legalità e della certificazione della parità di genere. La graduatoria sarà infine stilata da Invitalia sulla base dei punteggi ottenuti, tenendo conto delle risorse disponibili e delle riserve previste, e pubblicata nel mese di settembre 2025.